Usabilità, architettura dell'informazione, ergonomia cognitiva
In questa sezione descriverò brevemente le tradizionali fasi progettuali dello sviluppo di un sistema informativo, mi focalizzerò sui processi di sviluppo centrati sull'utente, un approccio fondato sul coinvolgimento dei committenti, degli editori e degli utenti nella definizione dell'architettura informativa, in modo che risulti facilmente fruibile da parte degli utenti, pur soddisfacendo le necessità dei committenti e degli editori.
Nella costruzione di un sistema informativo la progettazione assorbe, generalmente, tempo e risorse, tanto che spesso i clienti – ma anche alcuni sviluppatori – sono tentati di saltare intere fasi progettuali. In realtà una buona progettazione permette di creare siti più utili ed usabili; se la progettazione è orientata non solo al presente ma anche agli sviluppi futuri sarà meno soggetta ad obsolescenza e più facile da aggiornare [fuccellapizzolato1998]. [caprioghiglione2003] identificano quattro fasi di progettazione:
discovery: identificazione degli obiettivi del sito, definizione dei requisiti, evidenziazione di eventuali vincoli progettuali;
analisi: prevalentemente l'inventario dei contenuti e l'analisi dei profili utente;
architettura: labeling, categorizzazione dei contenuti, navigazione, definizione del database;
sviluppo: il sito viene sviluppato e testato.
In queste pagine analizzeremo brevemente le fasi di discovery e analisi e più in dettaglio la fase dell'architettura, focalizzandoci sul processo di sviluppo e sui metodi centrati sugli utenti.
Il processo che presentiamo costituisce un percorso ideale, che integra differenti proposte [fuccellapizzolato1998,caprioghiglione2003,sinha2004,mcgovern2002,mcquaidmcmanus2003].
Un sito internet deve produrre valore per chi lo commissiona, in modo che vi sia un ritorno degli investimenti. Il ritorno degli investimenti di un'azienda può essere definito in termini di differenti variabili [conci2006]: aumento della produttività dei dipendenti, diminuzione dei costi di formazione, allungamento dei cicli di vita del sito [fuccellapizzolato1998], aumento delle vendite (on line e off line), aumento della notorietà del marchio [zeni2006], diminuzione dell'uso del call center da parte dei clienti.Risulta pertanto necessario capire quali sono gli obiettivi dell'azienda committente. Questo passaggio rientra nella fase di stakeholder analysis [sinha2004]. [caprioghiglione2003] suggeriscono di adottare il metodo dell'intervista semistrutturata, da sottoporre a tutti gli stakeholder. Nell'intervista vanno chiesti:
gli obiettivi dell'azienda (l'obiettivo principale, gli obiettivi a breve, medio e lungo termine, in ordine di importanza);
le motivazioni, le aspettative in merito al sito web;
il target di utenza a cui pensano il sito debba rivolgersi;
i criteri di successo del sito.
Uno degli svantaggi di una progettazione esclusivamente normativa è che tende ad assumere di conoscere gli utenti e le loro caratteristiche. Questa assunzione si rivela però spesso errata [nielsen1996]. Conoscere il profilo degli utenti è molto importante nella costruzione di un sistema informativo che intenda soddisfare le loro esigenze. Nell'identificazione di tale profilo è importante trovare un metodo di campionamento dei partecipanti che ne selezioni un gruppo rappresentativo. [fuccellapizzolato1998] indicano, come possibile fonte, i dati di una analisi di marketing. Questa fonte però non sempre è adeguata. In primo luogo perché non tutte le organizzazioni dispongono di analisi di questo genere. In seconda istanza non è detto che l'utenza del sito internet sia sovrapponibile a quella emersa dall'analisi di marketing.
[fuccellapizzolato1998] distinguono fra passive e active survey collection: nella ricerca attiva il designer va a caccia di partecipanti, attraverso una campagna pubblicitaria, o utilizzando una mailing list o un gruppo di discussione. La passive collection consiste nell'utilizzare il sito internet esistente nella raccolta di partecipanti: all'interno del sito viene presentato un invito a partecipare al questionario. Questo è, a nostro avviso, il metodo migliore, in quanto ci assicura il miglior campionamento: i partecipanti che rispondono sono i reali utilizzatori del sito. Come vedremo nelle sezioni successive l'uso di strumenti web per la somministrazione dei questionari quali il free listing, la valutazione di importanza e il card sorting sono motivati anche dalla possibilità di testare, on site (nel senso letterale del termine) i reali utenti del sito.Lo svantaggio di questo metodo, però, è che esclude dall'analisi potenziali nuovi utenti; vi è inoltre il rischio che alcune categorie di utenti siano più motivati di altri a rispondere, portando a veri e propri errori di campionamento. Risulterebbe dunque molto utile poter disporre di differenti modalità di reclutamento, e poter distinguere i partecipanti in base alla modalità, al fine di valutare se i risultati che si ottengono sono significativamente diversi. In ogni caso le possibili difficoltà non debbono indurre i progettisti a rinunciare. Poiché la finalità è applicativa (e non scientifica) un campionamento sbilanciato è pur sempre meglio di nulla.
[fuccellapizzolato1998] suggeriscono la somministrazione di brevi questionari finalizzati a delineare alcuni profili di base degli utenti:
profilo anagrafico: sesso, età;
profilo professionale: titolo di studio, professione;
profilo di utilizzo del web: come, quando, perché usa internet;
se l'utente è stato contattato attraverso il sito esistente, possono venir chieste anche delle informazioni sull'uso del sito, su pregi e difetti identificati o desiderata.
Queste informazioni, comunque, possono essere raccolte anche in fase di somministrazione di questionari più specifici, come il free listing ed il card sorting. Netsorting, l'applicazione da noi sviluppata, prevede, all'inizio del test, di chiedere proprio le informazioni sopra elencate.I questionari possono fornire delle utili informazioni sugli utenti e sulle loro richieste. Va però tenuto conto che non sempre gli utenti sono in grado di dire cosa vogliono o cosa sia meglio per loro. È pertanto necessario verificare non solo le opinioni ma l'uso reale, ad esempio attraverso l'analisi contestuale.
Con alcuni degli utenti è possibile realizzare delle interviste, finalizzate a comprendere i loro comportamenti, bisogni e aspettative [caprioghiglione2003]. Dalle interviste e dai questionari è possibile delineare dei profili utente. Alcuni autori suggeriscono di utilizzare i profili più rappresentativi per creare delle personas, dei personaggi fittizi e verosimili su cui focalizzarsi nel design del sito web [sinha2003persona].Il vantaggio delle interviste è che permettono di approfondire la conoscenza di alcuni profili di utenti. Lo svantaggio principale è che è costosa, e dunque può essere somministrata ad un numero limitato di persone.
L'indagine contestuale consiste nell'osservare l'utente durante la sua attività e nel luogo in cui si svolge[caprioghiglione2003]. [mcquaidmcmanus2003], nel ridefinire l'architettura dell'informazione di una biblioteca pubblica, decisero di “walk a mile in the customers' shoes”:
Dopo aver osservato gli utenti e parlato con i bibliotecari, avevamo un'idea molto più completa del tipo di informazioni disponibili e del modo in cui le persone vi accedono. Abbiamo scoperto, ad esempio, che l'informazione che un utente sta cercando può risiedere in media diversi (libri, bollettini, riviste, microfiche, giornali, videocassette, poster, articoli elettronici, ed altre persone) in luoghi diversi con metodi di accesso ed organizzazione diversi (sistema Dewey, Library of Congress, collezioni speciali). La varietà e complessità di queste possibilità dimostra la pervasività dell'informazione in una biblioteca. [mcquaidmcmanus2003]L'indagine contestuale permette dunque di cogliere le esigenze ed i comportamenti degli utenti. Un approccio di questo genere permette di rendere esplicite conoscenze o esigenze tacite, di cui l'utente non è consapevole ma che di fatto ne condizionano l'interazione con il sistema informativo.
Questa fase è finalizzata a definire i contenuti del sito web, identificando le priorità, i contenuti correnti e futuri e i requisiti del sito.Lo scopo è di identificare un elenco di risorse informative: documenti, FAQ (risposte alle domande più frequenti), brochure, studi di caso, immagini, video, programmi, esempi di codice da scaricare e così via.
Se ci si sta occupando del redesign di un sito esistente, il primo passo consiste nell'analisi dei contenuti del vecchio sito. in primo luogo va creata una lista delle risorse presenti [caprioghiglione2003]. La lista può essere integrata con altre informazioni legate all'uso del sito [gamberinivalentini2001]:
il numero medio di contatti giornalieri per ogni pagina, basandosi sul file di log del server;
i referrer alla pagina, ovvero l'elenco di pagine di altri siti web che hanno un link a quella pagina;
la visibilità della pagina sui motori di ricerca, e le parole chiave che indirizzano i motori a quella pagina;
se il sito web permette agli utenti di dare un voto alla pagina, oppure di lasciare un commento, il numero di commenti e il voto medio della pagina.
Per identificare il dominio semantico è utile elencare le risorse informative presenti su siti internet concorrenti. Questo metodo è particolarmente utile se si sta costruendo un sito ex novo, ma può dare indicazioni utili anche nel caso di redesign di un sito esistente [cordioli2006].L'analisi competitiva può essere finalizzata non solo a definire il dominio semantico, ma anche ad identificare eventuali pratiche virtuose, standard e consuetudini nel segmento di mercato considerato. [caprioghiglione2003] sottolineano come da un'analisi competitiva sia possibile cogliere diversi aspetti dei siti concorrenti:
Caratteristiche generali: impressioni, categoria del sito, profilo del target, stile del sito.
Struttura: aree generali, aree specifiche per profili utenti, organizzazione dei contenuti, navigazione.
Funzionalità: motori di ricerca, help, registrazione, autenticazione.
In questa fase di processo l'analisi è finalizzata ad ottenere una lista delle risorse presenti sul sito concorrente, in maniera simile alla lista delle risorse esistenti.
Nel free listing si chiede al partecipante di elencare quali contenuti si aspetta di trovare sul sito. Descriveremo in maniera più dettagliata questo metodo nella sezione .
il focus group può risultare estremamente utile nelle circostanze in cui vi sia difficoltà ad utilizzare i metodi elencati precedentemente. Generalmente ciò avviene quando il dominio coperto dal sito internet non è comune. Nel capitolo dedicato alle applicazioni dei nostri metodi descriveremo brevemente la progettazione del portale delle politiche sociali della provincia di Trento; in quel progetto abbiamo integrato le informazioni raccolte dal free listing con quelle di un focus group.
Misura la tua capacità logica, il tuo lessico, le tue capacità induttive con i test on line di hyperlabs.net.
» I test