Usabilità, architettura dell'informazione, ergonomia cognitiva
Secondo [pirollicard1999] gli esseri umani sono degli informavori il cui successo adattativo dipende dalla loro capacità di applicare con successo delle sofisticate strategie di selezione delle informazioni, di attribuzione di senso, di problem solving e decision making. Secondo la Information Foraging theory da loro proposta la ricerca e la selezione delle informazioni può essere paragonata alla strategia di foraggiamento degli animali, e dunque i sistemi informativi dovrebbero massimizzare il rapporto fra il valore dell'informazione per l'individuo ed il costo sostenuto per trovarla, analizzarla, elaborarla. Nel contesto dei siti internet, caratterizzati come abbiamo visto da una navigazione che si basa sugli ipertesti, le risorse sono presentate all'utente attraverso dei link testuali o grafici. Il designer utilizza le etichette (o le icone, o le immagini) come dei suggerimenti prossimali finalizzati a permettere all'utente di intuire i contenuti del documento collegato; nella metafora del foraggiamento informativo questi suggerimenti vengono definiti da [chipirolli2000] information scent: ciò che il link suggerisce è una percezione soggettiva del valore, del costo e delle modalità di accesso alle informazioni. L'utente è guidato nella sua esplorazione della struttura informativa da questi suggerimenti [chipirolli2001]. Nella definizione di una architettura informativa risulta pertanto estremamente importante adottare delle etichette che sappiano guidare in maniera corretta gli utenti, permettendo loro di intuire la natura dell'informazione a cui sono collegati.
Con etichetta si intende un'unità informativa di piccole dimensioni, finalizzata ad identificare una risorsa: un documento, un file audio, un prodotto, un filmato, una persona. L'etichetta è generalmente testuale, ma può essere anche una piccola immagine (un'icona) e, in determinati casi, anche un suono. Basti pensare ai telefoni cellulari più recenti: ad un numero telefonico in rubrica si può associare il nome della persona, ma anche una sua fotografia e addirittura una suoneria personalizzata. Quando riceviamo una chiamata da quel numero il suono, l'immagine ed il nome di quella persona sono delle etichette che ci permettono di identificare il chiamante prima ancora di rispondere.
Nella vita reale le persone tendono a cavarsela piuttosto bene con le etichette, tanto che non si accorgono nemmeno di usarle. A volte però sorgono dei problemi: di carattere etico (basti pensare alle etichette di persona diversamente abile o persona di colore), culturale o burocratico: non passa giorno che nelle stazioni ferroviarie italiane non venga annunciato un ritardo causato da guasti ai materiali viaggianti o ci venga ricordato di convalidare il documento di viaggio usando le macchine obliteratrici. Citiamo questi esempi non tanto per ironizzare su di un vezzo tipicamente italiano quanto per sottolineare come alcune problematiche relative ad un uso appropriato del lessico non siano circoscritte all'ambito virtuale di internet, ma coinvolgano ogni forma di comunicazione istituzionale.
Nella progettazione (o riprogettazione) di un sito internet ci si trova spesso a dover affrontare il problema di etichette poco informative. Nella ridefinizione dell'architettura dell'informazione del sito di un comune del Trentino, ad esempio (in ), abbiamo dovuto affrontare il problema del termine Albo pretorio. L'albo pretorio è il luogo dove vengono esposte le delibere di consiglio e giunta comunale. Dal punto di vista formale Albo pretorio è il termine corretto, ma dal punto di vista dell'utente è lecito supporre che, per i meno esperti, questa etichetta risulti oscura.Un'altro tipo di etichette oscure sono gli acronimi: quando abbiamo ridefinito l'architettura dell'informazione della Direzione Informatica e Telecomunicazioni dell'Università di Trento () ci siamo imbattuti in termini come S.A.R.A. (Servizio di Accesso alla Rete di Ateneo) o V.P.N. (Virtual Private Network).Le etichette sono usate ovunque in un sito web: il logo ed il nome del sito sono etichette, il sistema di navigazione usa delle etichette, ovvero il nome del link; lo stesso vale per il menu contestuale. I nomi dei gruppi e delle directory nelle gerarchie sono delle etichette. Clicca qui è un'etichetta, citata in ogni manuale di usabilità come regola da evitare.Una buona etichetta deve essere dunque breve, informativa, non ambigua. Un sistema di labeling dev'essere coerente all'interno dell'intero sito. Quando possibile è importante rispettare le convenzioni.
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